Il problema della pausa pranzo.


Con l’arrivo dell’inverno vivo un dramma cosmico: schiscetta sì, schiscetta no?
Vi spiego: lavoro a Milano in pieno centro, il costo di un pranzo veloce (e in dieta, ma con una qualità del cibo e del tempo piuttosto scarsina) in un bar qualsiasi della zona, mi costa un buono pasta + almeno una moneta pesante (quella che vale 2) al giorno.
Per molto tempo ho passato la mia pausa pranzo in ufficio, a lavorare e a mangiare piatti cattivi, cari, freddi di inverno, caldissimi d’estate. Da un anno e più ho deciso di vivere meglio.
D’estate (quest’anno molto meno, per svariati motivi) mi sono abituata a portare la schiscetta con dentro insalata e proteine e ad andare al parco a mangiare, da sola o in compagnia (di un libro o di un’amica).
D’inverno il problema è che – anche se porto il bento box – alla fine mangio davanti al computer. E non è che mi faccia molto bene. Però se vado al parco… mi congelo!
Eppure la mia dieta mi permetterebbe di cucinare la sera qualcosa di buono e poi di mangiare sano (e in modo molto variato) tutti i giorni… ma voi, voi come vi organizzate? Cosa fareste? Aiuto.
(la foto è di I love egg che ha un bellissimo set di bentobox su Flickr. Brutta roba l’invidia, Aurora… eh!).

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