Hasta il pollo siempre!

Premessa: questo post non è stato chiesto o sponsorizzato dall’Ente del Turismo di Cuba :-) Però se mai vi venisse in mente, sì merita. Andateci, divertitevi, godetevi al loro calma, il loro rispetto rispettoso, i loro sorrisi, e quella strana cucina che non è propriamente ricca, ma è come l’hombre: sincera.

Non so se sia nei vostri progetti ma in caso stiate pensando a una vacanza a Cuba, ecco quello che dovete aspettarvi dalle cucine.

A Cuba (almeno nella Cuba turistica) si mangiano proteine animali praticamente solo in due forme: pollo e aragosta. Non per forza separati.

Dell’aragosta so poco e nulla (e quindi dico poco e nulla) perché non saprei come descrivervi la cosa se non dicendovi che potrebbe capitarvi di mangiare un’aragosta appena pescata, nel senso davvero appena pescata. Vi basti.

Il pollo te lo servono con mille nomi, l’ordinate semplicemente con un secco pojo (la pronuncia di pollo in spagnolo). Il camerieri vi farà un sorriso ed è fatta.
Non importa quale sia il contorno, alla fine vi porteranno comunque pollo arrosto (anche quando ti dicono che è fritto), con o senza salsa di pomodoro, ma sicuramente con le patate e il riso.
Il pollo è ovunque ed è il re dei baracchini sulle strade, dei bar dell’Avana Vecchia, dei ristoranti di ogni resort.
Alla fine il motto della nostra vacanza è stato: ‘ndo pojo, pojo. Capite bene perché.

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