Le ha dato fragole buone buone.

Mia sorella ha passato un lungo periodo della sua adolescenza (e della mia tarda infanzia) ad ascoltare un album di Luca Carboni, il primo. Si intitolava “E intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film“.
Uno dei pezzi si intitolava “Fragole buone buone”, parlava di amore, dipendenza e droga. Ma io che avevo 11 anni non lo potevo capire, e quello che mi affascinava era che in una canzone “da grandi” si parlasse di fragole, buonissime e che mia nonna anni prima preparava con limone e zucchero.
In seguito, riascoltando il disco (prima in vinile poi su cd) ho capito.
Ieri mentre preparavo la crostata di fragole non ho fatto altro che canticchiare quel pezzo. Sperando di tornare piccola, ingenua e un po’ assente.


La crostata di fragole (la prima della mia vita, lo ammetto!), l’ho preparata assemblando idee diverse e un po’ di inesperienza (quella non manca mai).

Ho fatto una frolla “à la mode di Sarà Materninì”, l’ho lavorata con le mani e l’ho cotta “bianca” come suggerisce il Cucchiaio di Argento.
Nel frattempo ho preparato una gelatina, lasciando ammorbidire in acqua due fogli di colla di pesce e l’ho unita a una confettura di albicocche.
Ho lavato le fragole, le ho spiluccate (ma quanto mi sarebbe stato utile questo affare qui, che avevo messo nello “Shopping in rosso“?) e le ho tagliate in due.
Una volta che la crosta si è raffreddata, l’ho foderata di marmellate e poi ho sistemato le fragole “a pancia in giù”.
Fatto.

Che cosa ho sbagliato? Che cosa rifarei meglio?
La crosta era troppo alta rispetto alla fragole. La prossima volta cercherò di non seguire l’altezza della tortiera ma quella del contenuto della torta (concetto banale, forse, ma piuttosto oscuro se non si prova…).
La crosta era troppo cotta. Questo è facile: basta tenerla in forno per qualche minuto in meno.
La crosta era troppo sottile. Anche questo piuttosto facile: basta fare più pasta.
Mi hanno suggerito di non impastare con le mani, ma di usare l’impastatore del food processor. Paola (che ha fotografato la mia crostata e l’ha inserita sul suo flickr) sostiene che la pasta frolla a contatto con le mani “muore”, cioé si sbriciola. Vero. Per tenerla insieme ho aggiunto poca acqua (come consiglia Giallo Zafferano), ma la prossima volta seguirò il suo consiglio.
Il burro io l’ho messo a temperatura ambiente, Giallo Zafferano consiglia invece il burro freddo. Voi che fate?

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