Sono tornata a scuola (di cupcake).

E così dopo più o meno un anno, sono tornata a scuola di cupcake.

Stavolta è stata organizzata da California Bakery (che ha appena inaugurato il suo blog) e che  ha invitato alcune food blogger (e – chissà come mai… – me) a partecipare a un workshop di decorazione cupcake.

Questa volta mi sono sentita un po’ meno in imbarazzo e soprattutto era un po’ che pensavo al soggetto del mio cupcake con la pasta di zucchero (devo ammettere che la crema di burro proprio non mi piace, quindi i cupcake con il frosting non li calcolo neanche…).
Quindi mi ci sono impegnata moltissimo: ed è ecco il risultato.

E visto che a scuola di cucina ci si va per imparare… ecco cosa ho imparato questa volta (nel post di un anno fa gli insegnamenti che avevo portato a casa dal corso):

  • Realizzare la ghiaccia reale da zero è davvero facile: ci vogliono 5 minuti, ma anche molta pazienza poi nell’usarla per decorare la tortina. La punta perfetta è quella da un millimetro. Non sto scherzando!
  • Dopo aver ottenuto la ghiaccia perfetta (per farla splendere sono necessarie due gocce di limone aggiunte prima dell’ultima frullata!) potete colorarla come la pasta di zucchero.
  • Il miglior modo per “attaccare” la base di pan di zucchero al PanDiSpagna è un velo di marmellata.
  • Per attaccare gli altri elementi più piccoli, se non volete usare il CMC, potete usare una misura di zucchero a velo e pochissima acqua, distribuendola con un pennellino. Usatene poca percé secca subito e si vede.
  • La pasta di zucchero deve essere sottilissima. Così? No, non così. Ancora più sottile.

In ultimo volevo ringraziare Alessio per avermi invitato, Michela e Francesco per la pazienza e la loro bravura, Paola per aver trottato tutta sera, e tutte la altre ragazze del corso.
Se volete vedere un po’ di foto… eccole.
Ecco invece il decalogo secondo Sara, su Dissapore.com.

Spice-spice girl!

Da tanto tempo Elena Chesta (che probabilmente conoscete come comidademama) mi racconta che in cucina sarebbe indispensabile uno di quegli affari per le spezie da tenere sopra il piano di lavoro (l’affare si chiama masala dabba ed è di origine indiana, chiaramente)… soprattutto se vivi insieme a uno che mangia molto speziato. E anche tu non disdegni.
Per ora abbiamo un ripiano colmo di spezie e uno di quei “wooden rack” con i barattolini (tipo questa, che ho scelto solo perché è il primo risultato utile dato da Google, per intenderci).
E voi? Come le organizzate le vostre spezie in cucina?
(la foto è di Elena Chesta)

Lavastoviglie, o no?

In questo venerdì ricomincio a scrivere sul blog, ho avuto un piccolo contrattempo e non potrò impastare per un po’… quindi nel frattempo mi diletto in domande, segnalazioni di eventi, ovvietà. Insomma, il mio passatempo preferito, dopo la cucina, ovvio.
Nella casa dove abitiamo da un anno, abbiamo trovato la cucina già arredata. Nelle varie dotazioni, è compresa la lavastoviglie.
Non la usiamo moltissimo: noi siamo in due, mangiamo in casa solo a cena, Luca cucina, io lavo i piatti. That’s it.
Quando abbiamo amici a cena, allora è un’altra cosa: mentre si fanno le ultime chiacchiere, io carico la lavastoviglie, e via.
Poi c’è stato il problema del detersivo: il detersivo del discount “tre in uno” era perfetto, quello di marca ci lascia orme di calcare dappertutto.
Grazie ai consigli degli amici ho fatto il salto di qualità con il sale specifico e il brillantante (del discount).
Ma continuo a chiedermi perché dovrei aggiungerli visto che il detersivo è “dieci in uno”?
E voi? La usate la lavatrice? Trucchi? Mettete anche voi il brillantante? E fate anche voi talvolta dei lavaggi a vuoto con l’aceto bianco (mia mamma li fa e vorrei sapere se è solo “sapienza dell’anteguerra” o funziona davvero…)?

Tieni il tempo.

In cucina noi abbiamo 2 orologi da parete, un timer, l’orologio del forno.
Per comodità, per tenere il tempo – se non uso il forno – io uso il timer, che è uno di quelli che giri e fa tictac.
L’ha comprato Luca e siamo entrambi consci del fatto che sia la cosa più incerta e traballante in fatto di tempo (vedi alla voce: passare del). Il drin lo fa 3 minuti prima. poi per altre tre minuti fa tic tac e non si sa quando finisce. Quando finisce, comunque, la lancetta è sulle 58, e mai sullo 0. Non che sia un problema di marca, credo, tutti i timer analogici che ho avuto non si sono mai dimostrati all’altezza.
Stavo pensando di passare a quello digitale. Ma prima di scegliere… ditemi, voi che sistema usate?