Al profumo di cardamomo.


Domenica, dopo la pausa dovuta all’incidente, ho rimesso le mani in pasta e ho provato a fare i biscotti al cardamomo. Innanzitutto sappiate che il cardamomo è una spezia buonissima, profumatissima e ricchissima di proprietà curative. Una su tutte: aiuta a digerire, non per altro nei ristoranti indiani te lo portano essiccato insieme al conto :-)
Il cardamomo lo abbiamo comprato nel deli sotto casa (1 euro e 50 per 50 grammi di semi), la nostra è una zona molto multietnica e quindi ne sfruttiamo i negozi e i sapori con grande facilità. In ogni caso, appunto, il cardamomo si trova nei negozi alimentari etnici e anche in alcune erboristerie (nel caso state attenti che non vi diano la varietà essiccata o quella nera, i gusci devono essere ancora verdi, morbidi, mentre la qualità nera ha un sapore molto simile alla menta, ed è quella ideale per gli infusi, non per cucinare).

La ricetta di partenza è questa, e la trovate su mix.bake.stir, ripresa molto probabilmente (se ho capito bene) da Martha Stewart. L’ho seguita alla lettera con solo alcune piccolissime variazioni, ve la riporto con le misure comprensibili anche da noi metricodecimalicentrici.
Un’avvertenza: dovete avere a disposizione un’oretta e mezza e dovete aver ben chiaro fin dall’inizio la procedura. Inoltre, la ricetta prevede una reale biscottatura (quindi la doppia cottura) dell’impasto: è tutto un gioco di inforna, sforna, raffredda, inforna, sforna, eccetera.

Accendete il forno a 160°C.
In una ciotola grande, setacciate 180 grammi di farina, due cucchiaini di lievito per dolci e un pizzico di sale fino.
In un’altra ciotola unite 200 grammi di mandorle tritate e 120 grammi di zucchero. Aprite una manciata di semi di cardamomo e estraetene i semi contenuti, tenendo solo quelli neri (i semi secchi diventano marroni e hanno perso l’aroma). Pestate i semi selezionati e uniteli alle mandorle e allo zucchero. Susan e Silvia mi hanno consigliato di sminuzzarli con un pestello, avendo l’accortezza di aggiungere un cucchiaio di zucchero pescato dai 120 grammi già presenti nella ciotola. Questo renderà i semi meno sguscianti e più desiderosi di essere pestati, ma anche più distribuiti nel composto… Ottimo consiglio: fantastiche le mie amiche! Unite il contenuto delle due ciotole .
In una ciotolina sbattete due uova intere, un tuorlo (tenete da parte l’albume per la glassa, questo ve lo spiego fra qualche riga…) e una fialetta di estratto di vaniglia. Unite il tutto alla farina, allo zucchero e alle mandorle.
Mescolate velocemente aiutandovi con un cucchiaio di legno (o con una frusta elettrica), quando il composto è uniforme, iniziate a lavorarlo su una spianatoia infarinata, lavorandolo fino a quando non avrete uniformato tutti gli ingredienti.
Appoggiate sulla spianatoia un foglio di carta da forno e con le mani date all’impasto una forma rettangolare (con il lato corto di 5/7 centimetri), appiattendo la superficie con delicatezza.
Infornate per 30 minuti. Allo scoccare del trentesimo minuto, quando l’impasto avrà un colore dorato, spennellate l’impasto con l’albume leggermente montato a neve e spolverate la superficie con due cucchiai di zucchero. Infornate per altri 15 minuti.
Preparate la griglia del forno sul vostro piano di lavoro, quando il vostro timer squillerà, mettete sulla griglia l’impasto tenendolo sulla sua carta da forno e fatelo raffreddare e riposare per 10 minuti.
Dopo qesto momento di relax, ricominciamo: appoggiate la pasta sulla spianatoia, tagliatene con un coltello grosso dei biscotti spessi circa un dito e riposizionateli sulla placca da forno (sempre usando al carta da forno!), adagiandoli su un lato. E adesso ancora in forno per altri 15 minuti. Se potete, scegliete l’opzione ventilato e teneteli al caldo per altri 5 minuti. Poi fateli raffreddare sulla griglia.

Il risultato sono dei cantucci senza mandorle intere e un po’ più morbidi, soprattutto all’interno: il cuore del biscotti resta morbido e friabile. L’albume spennellato sopra con lo zucchero caramellato daranno un effetto “colomba pasquale”… Io li mangerei ancora tiepidini con il gelato alla panna oppure secchi inzuppandoli nel thè delle cinque o nel caffè americano di metà mattina.

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