Come ti faccio l’arrosto come se fosse pesce.

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Come ti faccio l’arrosto come se fosse pesce.

“Vorrei fare qualcosa di buono una sera a cena per Luca” ho detto a un’amica.
“Qualcosa di semplice, che non ho mai fatto… che ne so… il pesce al sale?”
“E perché non l’arrosto al sale?” dice lei. E mi spiega tutto.

E io ieri sfruttando una giornata di ferie ho messo in pratica.

La ricetta è così facile che a me è riuscita (molto) bene al primo colpo. L’idea è la stessa del pesce al sale: coprire la carne con il sale grosso e lasciarlo cuocere in forno.
I vantaggi sono esattamente gli stessi, appunto: la ricetta è a prova di idiota, dieci minuti di preparazione, un’ora in forno, costo ridottissimo degli ingredienti, nessuna particolare attenzione o ansia da prestazione.
E in più, i succhi della carne si mantengono, il condimento si distribuisce in modo equo, il sale non si sente moltissimo, ma esattamente il giusto.
Se preferite fare un arrosto di manzo, nessun problema, ma risulterà più lenta la cottura all’interno tanto che manterrà il colore rosato, proprio come per il roastbeef.

Ecco come ho fatto io. Sono andata dal macellaio e mi sono fatta dare 800 grammi di lonza di maiale (800 grammi sono effettivamente tanti, noi ci abbiamo cenato in 2 e abbiamo preparato altre due porzioni da freezer). Luca dice che come taglio vada bene anche l’arista.
Ho comprato un chilo di sale grosso.
Sono tornata a casa e – dopo aver acceso il forno a 200 gradi – ho preparato un trito di rosmarino, salvia e timo presi dai vasi sul nostro davanzale.
Al trito ho unito un cucchiaino di curcuma, uno di coriandolo e uno di cumino in polvere, finendo il tutto con un cucchiaio di una fantasia di pepe in grani.
Ho impanato la carne in questo miscuglio e l’ho lasciata riposare per 5 minuti.
Ho riempito il fondo di una teglia larga e con i bordi alti con un dito di sale grosso. Ho messo l’arrosto al centro della teglia e l’ho coperto con il sale grosso. A posteriori ho capito che non serve molto spazio aggiuntivo, quindi va bene una teglia che permetta di coprire la carne, senza che il sale “crolli”.
In forno per un’ora esatta. Poi l’ho lasciato dentro per un’altra ora a mantenersi tiepido.

Attenzione. Io – da vera niubba – mi aspettavo che – per avvisare che tutto stesse procedendo per il meglio – il sale si “caramellasse”, o che comunque modificasse il suo aspetto. E invece no, ed è giusto così. Il vostro arrosto cuocerà statene certe, anche se non sembrerà succedere nulla all’interno del vostro forno.

All’ora di cena ho tolto la teglia dal forno, ho tolto la crosta di sale che si era formata e Luca ha tagliato a fette sottili la carne e lo abbiamo impiattato con contorno di verdure grigliate.
Fi. Ni. To. Buo.no.

 

3 Responses

  1. Chiara ha detto:

    Il sale, volendo, puoi anche riciclarlo (ti resta lievemente aromatizzato). Con un pestello lo rendi sale fine. Oppure in altre cotture analoghe, o in cotture in cui vada bene come aroma.
    L’arista resta un po’ asciuttina (già la lonza tende in questa direzione, ma meno). Pero’, è questione di gusti. La carne cotta così, è tagliabile sottile sottile con l’affettatrice (per chi ne ha una) e ci si fanno degli ottimi tramezzini (a mano, bisogna essere abilissimi, chapeau a chi ci riesce col coltello). ciao

  2. aurora ha detto:

    Il problema di riciclarlo secondo me è che essendo stato a contatto con alimenti deperibili, forse sano sano non è. Ma molto probabilmente è una menata mia. Grazie mille per il suggerimento e le info! .-)

  3. Chiara ha detto:

    Io sui ricicli sono mediamente grezzina :-) . Di certo hai più ragione tu.

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