Come le zebre (non quelle a pois!)
Dopo i polli cubani e l’emozione (vera!) del Royal Wedding, avete visto...

Dopo i polli cubani e l’emozione (vera!) del Royal Wedding, avete visto...
“Vorrei fare qualcosa di buono una sera a cena per Luca” ho...
E così dopo più o meno un anno, sono tornata a scuola...
Io che non mangio (e non amo) il cioccolato, con un pizzico...
Io che non mangio (e non amo) il cioccolato, con un pizzico di masochismo ho prenotato il mio posto al corso di brownies.
Ci vediamo al Taste of Milano, sabato pomeriggio. (la foto è di Phil Hawksworth)
E così dopo più o meno un anno, sono tornata a scuola di cupcake.
Stavolta è stata organizzata da California Bakery (che ha appena inaugurato il suo blog) e che ha invitato alcune food blogger (e – chissà come mai… – me) a partecipare a un workshop di decorazione cupcake.
Questa volta mi sono sentita un po’ meno in imbarazzo e soprattutto era un po’ che pensavo al soggetto del mio cupcake con la pasta di zucchero (devo ammettere che la crema di burro proprio non mi piace, quindi i cupcake con il frosting non li calcolo neanche…).
Quindi mi ci sono impegnata moltissimo: ed è ecco il risultato.
E visto che a scuola di cucina ci si va per imparare… ecco cosa ho imparato questa volta (nel post di un anno fa gli insegnamenti che avevo portato a casa dal corso):
In ultimo volevo ringraziare Alessio per avermi invitato, Michela e Francesco per la pazienza e la loro bravura, Paola per aver trottato tutta sera, e tutte la altre ragazze del corso.
Se volete vedere un po’ di foto… eccole.
Ecco invece il decalogo secondo Sara, su Dissapore.com.
“Vorrei fare qualcosa di buono una sera a cena per Luca” ho detto a un’amica.
“Qualcosa di semplice, che non ho mai fatto… che ne so… il pesce al sale?”
“E perché non l’arrosto al sale?” dice lei. E mi spiega tutto.
E io ieri sfruttando una giornata di ferie ho messo in pratica.

La ricetta è così facile che a me è riuscita (molto) bene al primo colpo. L’idea è la stessa del pesce al sale: coprire la carne con il sale grosso e lasciarlo cuocere in forno.
I vantaggi sono esattamente gli stessi, appunto: la ricetta è a prova di idiota, dieci minuti di preparazione, un’ora in forno, costo ridottissimo degli ingredienti, nessuna particolare attenzione o ansia da prestazione.
E in più, i succhi della carne si mantengono, il condimento si distribuisce in modo equo, il sale non si sente moltissimo, ma esattamente il giusto.
Se preferite fare un arrosto di manzo, nessun problema, ma risulterà più lenta la cottura all’interno tanto che manterrà il colore rosato, proprio come per il roastbeef.
Ecco come ho fatto io. Sono andata dal macellaio e mi sono fatta dare 800 grammi di lonza di maiale (800 grammi sono effettivamente tanti, noi ci abbiamo cenato in 2 e abbiamo preparato altre due porzioni da freezer). Luca dice che come taglio vada bene anche l’arista.
Ho comprato un chilo di sale grosso.
Sono tornata a casa e – dopo aver acceso il forno a 200 gradi – ho preparato un trito di rosmarino, salvia e timo presi dai vasi sul nostro davanzale.
Al trito ho unito un cucchiaino di curcuma, uno di coriandolo e uno di cumino in polvere, finendo il tutto con un cucchiaio di una fantasia di pepe in grani.
Ho impanato la carne in questo miscuglio e l’ho lasciata riposare per 5 minuti.
Ho riempito il fondo di una teglia larga e con i bordi alti con un dito di sale grosso. Ho messo l’arrosto al centro della teglia e l’ho coperto con il sale grosso. A posteriori ho capito che non serve molto spazio aggiuntivo, quindi va bene una teglia che permetta di coprire la carne, senza che il sale “crolli”.
In forno per un’ora esatta. Poi l’ho lasciato dentro per un’altra ora a mantenersi tiepido.
Attenzione. Io – da vera niubba – mi aspettavo che – per avvisare che tutto stesse procedendo per il meglio – il sale si “caramellasse”, o che comunque modificasse il suo aspetto. E invece no, ed è giusto così. Il vostro arrosto cuocerà statene certe, anche se non sembrerà succedere nulla all’interno del vostro forno.
All’ora di cena ho tolto la teglia dal forno, ho tolto la crosta di sale che si era formata e Luca ha tagliato a fette sottili la carne e lo abbiamo impiattato con contorno di verdure grigliate.
Fi. Ni. To. Buo.no.